domenica 13 novembre 2016

I 7 libri più misteriosi del mondo

7. Codex Seraphinianus

Creato dall'artista italiano Luigi Serafini tra il 1976 e il 1978, il libro si presenta come un'enciclopedia di un altro mondo. All'interno delle sue pagine sono raffigurate scene e animali surreali, metamorfosi impossibili, descritte in un linguaggio inventato di sana pianta da Serafini stesso. Il libro ha avuto molti estimatori, tra cui Italo Calvino e Tim Burton, ed è considerato da alcuni come la prima enciclopedia dell'inconscio.

6. Le profezie di Nostradamus

Pubblicato per la prima volta nel 1555, il successo di questo libro sembra non avere mai fine. Nelle quartine in rima dell'astrologo francese c'è chi ha voluto leggere alcuni tra i maggiori eventi moderni, dall'ascesa al potere di Hitler al crollo delle torri gemelle, nonostante gli scettici insistano a dire che il linguaggio usato da Nostradamus sia troppo vago per poter stabilire un legame certo tra le sue profezie e certi eventi storici.


5. Codex Rohonc

Di questo libro si sa soltanto che fu donato nel 1838 dal Conte Gusztáv Batthyány all'Accademia Ungherese delle Scienze. E' lungo 448 pagine e scritto in un linguaggio diverso da ogni altro linguaggio conosciuto, con un alfabeto che consiste di quasi 200 caratteri diversi, così come ignoto è anche il suo autore.

Tutti i tentativi di decifrarlo hanno fallito e c'è chi crede che non sia nemmeno un vero libro, ma si tratti di una truffa ad opera del nazionalista ungherese Sámuel Literáti Nemes.


4. Codex Gigas

Detta anche la Bibbia del Diavolo, questa Bibbia scritta in latino vanta il primato di essere il più grande manoscritto medievale esistente al mondo, nonché uno dei libri più grandi in assoluto. E' lungo infatti 92 centimetri, largo 50 e spesso 22, per un peso di circa 75 chili.

Fu terminato nel 1229 da un monaco benedettino di nome Herman il Recluso, e la leggenda vuole che il monaco invocò il Diavolo perché lo aiutasse a scrivere il libro in una sola notte mentre era rinchiuso in una cella per essersi macchiato di qualche orrendo crimine. A pagina 577 è presente un'enorme raffigurazione del Diavolo, dipinto con due corna rosse, artigli a mani e piedi e lingua biforcuta.

3. Il libro di Soyga

Scritto da un autore che ha preferito rimanere anonimo, questo strano libro in codice finì nelle mani del matematico, astrologo, astronomo, alchimista e occultista cinquecentesco John Dee. Dee conduceva una vita strana, divisa tra i suoi impegni di corte (lavorava come spia per la regina Elisabetta) e i suoi studi che spesso lo portavano al confine tra realtà e magia.

Nel tentativo di decifrare il libro di Soyga, che lui chiamava anche Aldaraia, Dee cominciò a sospettare che potesse essere un trattato di magia. Per cercare di svelarne il mistero, si rivolse ad un medium che lo mise in contatto con l'Arcangelo Uriel. Uriel gli svelò che il libro era stato donato ad Adamo da alcuni angeli prima della cacciata dall'Eden, ma si rifiutò di rivelargli il significato delle sue pagine, in quanto solo l'Arcangelo Michele aveva il permesso di rivelare quelle informazioni.

Dee tentò quindi di mettersi in contatto con Michele, ma senza successo. Il codice in cui è scritto il libro non è mai stato decifrato e il suo messaggio rimane tuttora un mistero.

2. Manoscritto di Voynich

Prende il nome dal commerciante di libri polacco Wilfrid Voynich, che ne entrò in possesso nel 1912. Non si sa chi l'abbia scritto né dove, ma si suppone che l'area di provenienza sia stata l'Italia settentrionale. L'esame al carbonio 14 ha datato il libro ai primi anni del 1400.

E' scritto in una lingua del tutto sconosciuta che ha finora resistito a tutti i tentativi di decifrazione, anche da parte di crittografi professionisti. Non si conosce lo scopo del libro, ma i disegni con cui è decorato fanno pensare che sia un trattato di botanica, alchimia e astronomia. Dal 2012 una casa editrice spagnola ha cominciato a stampare un numero limitato di copie del manoscritto.

 1. La pergamena di Ripley

Creata dal monaco augustiniano George Ripley nel 15esimo secolo, questa serie di pergamene descrive il metodo per creare la leggendaria pietra filosofale, capace di trasformare il piombo in oro e rendere immortale il suo possessore.

Ripley alternava la sua attività di monaco a quella di alchimista e passò 20 anni in giro per l'Europa in cerca dei segreti della trasmutazione e dell'immortalità. Se li abbia davvero trovati o no, è difficile dirlo, in quanto, nello stile tipico degli alchimisti, le sue pergamente consistono perlopiù in immagini simboliche il cui significato è accessibile solo ad altri adepti.

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