sabato 12 novembre 2016

I 7 ricercatori più controversi dei nostri tempi


In un'era di conformisti e benpensanti, pochi uomini hanno il coraggio di sfidare lo status quo proponendo teorie davvero alternative. Indipendentemente da quello che si pensa delle loro teorie, questi uomini sono degli eroi e meritano il nostro rispetto, perché ci offrono punti di vista nuovi e aprono conversazioni importanti che altrimenti forse non avremmo mai avuto.

7. Anatolij Fomenko

Ogni tanto nasce un uomo capace di guardare al mondo con occhi nuovi e porsi domande che al resto dell'umanità non verrebbero mai in mente. Fomenko è uno di questi. Cosa pensereste se qualcuno vi dicesse che mille anni di Storia sono stati inventati a tavolino e che il Colosseo è stato costruito solo nel 1800? Probabilmente vi sembrerebbe la trama di un libro o di un film, eppure questo è quanto Fomenko e i suoi collaboratori vanno sostenendo dal 1975.

All'epoca Fomenko era un giovane e brillante professore dell'Università di Stato di Mosca specializzato nel campo della statistica matematica. Decise di applicare le sue conoscenze allo studio della Storia, per trovare un modo di calcolare matematicamente il grado di similitudine (o differenza) tra i vari testi antichi in nostro possesso. Ma quello che era iniziato come un semplice esperimento ben presto gli cambiò la vita.

Utilizzando il suo metodo infatti, Fomenko si accorse che molti documenti erano in realtà duplicati di altri documenti più antichi. Cioè, uno stesso evento era stato trasformato dai cronisti in più eventi appartenenti ad epoche diverse. Da questo derivava che la nostra conoscenza di certi eventi, personaggi e persino intere epoche era basata sul nulla.

Fomenko ipotizzò che nel XVII secolo (il 1600), i cronologisti che gettarono le basi per la Storia oggi comunemente accettata misero in fila tanti documenti di cui la maggior parte erano copie di altri, col risultato che la Storia fu allungata artificialmente di circa mille anni.

Usando il suo metodo per determinare il grado di parentela tra i testi storici, Fomenko è giunto a redigere un'altra Storia, che è chiamata dai suoi sostenitori "Nuova Cronologia". Per aver avuto l'ardire di mettere in dubbio qualcosa in cui tutti (o quasi) credono, è stato pesantemente criticato e il suo nome è stato infangato. Ma nonostante questo non si è mai scoraggiato, e la sua idea probabilmente non morirà con lui.

6. Erik Von Daniken

Sempre più persone oggi credono che gli antichi dei in realtà fossero astronauti venuti da un altro pianeta, o almeno hanno sentito parlare di questa teoria. History Channel infatti ha dedicato molto spazio a programmi che hanno come tema gli antichi alieni, e se ne sono occupati spesso anche programmi di intrattenimento come Voyager e Mistero. Ma pochi sanno che a dare il via a questa rivoluzione intellettuale fu Erik Von Daniken nel 1968 con il suo libro Chariots of the Gods? (Carri degli Dei?).

In questo libro Von Daniken propose un modo radicalmente alternativo di considerare la nostra Storia, basato sull'idea che i nostri antenati non venerassero spiriti che incarnavano vari aspetti della natura, bensì esseri in carne ed ossa dotati di una tecnologia che a noi appariva come magia. Questi esseri inoltre sarebbero intervenuti sul genoma di alcuni primati per creare l'uomo come lo conosciamo oggi! Non c'è da stupirsi se innumerevoli scienziati da una parte e teologi dall'altra si sono scagliati contro Von Daniken, infatti la sua teoria contrasta sia con l'origine dell'uomo tradizionalmente insegnata nelle scuole e sia con quella insegnata nelle parrocchie.

Nonostante la feroce opposizione che le sue idee hanno ricevuto però, il numero dei suoi sostenitori e dei ricercatori che a lui si ispirano è cresciuto a dismisura negli ultimi anni, e ormai la teoria degli antichi alieni può considerarsi la maggiore alternativa a quelle più convenzionali, tanto che persino alcuni scienziati cominciano a parlarne.

5. Graham Hancock

Hancock non parla mai di alieni nei suoi libri, nè attacca direttamente alcuno dei dogmi scientifici su cui si basa la nostra cultura. Allora qual'è il suo peccato che lo rende così controverso? La sua idea principale è che la civiltà sia molto più antica di quanto gli storici non pensino. E' opinione comune tra gli storici che la Storia inizi coi Sumeri, circa 6mila anni fa.

Hancock sostiene invece che le origini della civiltà siano da ricercare nei tempi prima del grande diluvio che 11,600 anni fa sommerse molte città situate sulle coste e annientò la civiltà globale allora dominante, che noi conosciamo grazie a Platone col nome di Atlantide. La ragione per cui nelle civiltà antiche troviamo molte similitudini, specie negli stili architettonici, sarebbe che esse furono fondate da tanti superstiti di Atlantide, che portavano con sè le conoscenze antidiluviane e le trasmettevano ad altri popoli.

Seppur osteggiato dalla scienza ufficiale, Hancock ha dalla sua numerose prove archeologiche e geologiche, come la scoperta dell'antichissimo sito di Gobekli Tepe risalente a 12,000 anni fa e le analisi sulla Sfinge fatte dal geologo Robert Schoch, che sembrerebbero dimostrare che l'enorme statua sia molto più antica delle piramidi. Adesso pare che gli scienziati comincino a dargli ragione, anche se nessuno lo ammetterà mai.

4. David Irving

Anche Irving si occupa di Storia, ma non di quella antica. Il suo lavoro si concentra sulla seconda guerra mondiale, e la sua colpa è quella di essere uno storico cosiddetto "revisionista", cioè uno di quelli che pensa con la propria testa invece di ripetere acriticamente quello che gli è stato insegnato.

Ha scritto un libro sulla strage di Dresda, uno degli eventi più sanguinosi della seconda guerra mondiale, in cui centinaia di migliaia di tedeschi, per lo più civili e rifugiati di guerra furono uccisi a sangue freddo dagli Alleati che sganciarono sulla città 4,500 tonnellate di bombe in una sola notte. Un autentico genocidio per cui nessuno ha mai pagato o si è mai scusato.

Questo libro gli fece meritare il rispetto di molti ex-soldati che si erano rifiutati di confidarsi con storici "ufficiali". Una delle caratteristiche di Irving è che non si basa su quello che altri storici hanno scritto, ma va dritto alle fonti primarie, come un vero storico dovrebbe fare.

Di gran lunga il suo peccato più grande è stato mettere in dubbio la veridicità della storia dell'olocausto, e per questo ha dovuto subire gravissime persecuzioni, ed è stato addirittura arrestato. Odiato da alcuni, rispettato da altri, la vita di Irving è un esempio di cosa succede quando si infrange uno dei massimi tabù dei propri tempi.

3. Zecharia Sitchin

Il nome di Sitchin è legato indissolubilmente allo studio dei Sumeri, delle cui tavolette fu uno dei pochi interpreti a livello mondiale. I problemi per Sitchin sono cominciati quando ha iniziato a raccontare quello che secondo lui è riportato in queste tavolette, perché la sua ricostruzione degli antichi miti Sumeri era in profonda antitesi con le teorie convenzionali sull'origine dell'uomo.

Secondo Sitchin gli esseri umani sarebbero stati fabbricati, usando interventi di ingegneria genetica, da una razza di creature aliene proveniente dal pianeta Nibiru, un misterioso corpo celeste appartenente al nostro sistema solare ma ancora sconosciuto alla scienza ufficiale.

Non solo, ma affermava anche che la ragione per cui saremmo stati creati fu che gli Anunnaki (il nome con cui i Sumeri chiamavano i loro dei) avevano bisogno di manodopera per estrarre oro dalle miniere terrestri. In altre parole fummo creati per essere i loro schiavi! Ce n'è abbastanza per farsi dare del pazzo e del ciarlatano, e questi sono alcuni degli insulti che Sitchin ricevette dai suoi oppositori. Tuttavia per chi guarda con interesse alla teoria degli antichi alieni, il suo lavoro rimane una risorsa imprescindibile.

2. Michael Cremo

Cosa ci può essere di male nel riportare semplicemente una serie di scoperte archeologiche? Nulla, se queste scoperte confermano quanto creduto dalla maggior parte degli scienziati. Moltissimo, se sembrano smentire una delle teorie centrali della scienza moderna, la teoria dell'evoluzione.

Cremo, insieme al suo amico Richard Thompson, ha passato in rassegna tutte le scoperte archeologiche fatte nella storia di questa disciplina. Questa ricerca gli ha richiesto diversi anni di lavoro e il risultato è stato un libro, Forbidden Archaeology (Archeologia Proibita), imponente per la quantità di dati in esso raccolta.

Il motivo per cui la sua ricerca gli è valsa la qualifica di eretico è che in questo libro sono riportati tutti i ritrovamenti di ossa umane appartenenti ad epoche molto più antiche di quanto accettato dalla cronologia ufficiale. Secondo gli scienziati evoluzionisti infatti, i primi esseri umani comparvero sulla Terra solo 250mila anni fa, ma nel libro di Cremo si legge di ossa risalenti a decine di milioni di anni fa!

Cremo accusa la scienza ufficiale di aver deliberatamente filtrato tutti quei ritrovamenti che smentivano le loro teorie, accettando per buoni solo quelli che le confermavano. Questo, secondo Cremo, sarebbe un modo di lavorare ben poco scientifico. D'altra parte sono pochi gli scienziati che lo hanno preso sul serio, e quei pochi si sono limitati ad ammettere che la ricerca di Cremo pone un problema di metodo per gli archeologi. Se non altro, ha messo in luce la loro chiusura mentale.


1. Mauro Biglino

Anche Biglino, come Cremo, non ha inventato nulla di nuovo ma si è semplicemente limitato a riportare quello che c'è scritto in un libro. Il problema è che quel libro è la Bibbia, e che secondo Biglino essa non dice affatto quello che siamo abituati a pensare.

Tanto per cominciare, Biglino afferma che la Bibbia non parla di Dio. Non può parlarne, perché nella lingua in cui è stata scritta, l'ebraico, non c'è nemmeno una parola che significhi "Dio". Biglino ha lavorato per anni come traduttore dall'ebraico per conto delle Edizioni San Paolo, e col passare del tempo si è reso conto che tra la Bibbia che abbiamo in casa e quella in lingua originale c'erano molte differenze, dovute principalmente ad errori di traduzione; differenze sostanziali, che stravolgono completamente il senso delle dei libri.

Secondo Biglino l'Antico Testamento parla soltanto del rapporto di un individuo in carne ed ossa chiamato Yahweh con una specifica tribù d'Israele in lotta con altre tribù. Questo individuo è stato poi trasformato dai teologi nel Dio onnisciente e onnipotente venerato dai cristiani. Biglino mostra come nella Bibbia ci siano in realtà molti cosiddetti dei, almeno una ventina, ognuno incaricato di governare su un suo popolo e una sua regione.

Un'altra sua affermazione che ha suscitato l'ira di molti è che nella Bibbia non si parla mai di creazione dal nulla. Partendo dal testo ebraico Biglino ridimensiona il racconto della Genesi: non più un Dio creatore che dà origine all'universo, ma persone in carne ed ossa (gli Elohim o dei che dir si voglia) che bonificano un'area per poi stabilirvisi.

In questa versione letterale del testo biblico, l'Adamo non è un singolo uomo (come testimoniato dall'uso dell'articolo nel testo originale), ma una razza creata artificialmente, frutto di un processo di clonazione grazie al quale gli dei hanno inserito parte del loro patrimonio genetico in qualche razza terrestre già esistente, al fine di renderla più simile a loro.

I libri di Biglino hanno ottenuto molti consensi, e lo dimostrano le decine di migliaia di copie vendute, ma anche aspre critiche. C'è chi lo ha accusato di essere un satanista (sebbene lui dica di non credere al diavolo), un mistificatore, un bugiardo, un ignorante, di non sapere di cosa parla. Lui si difende dicendo che sì, è un ignorante, e per questo studia; e intanto invita la gente a leggere la Bibbia, perchè se la gente la leggesse lui non avrebbe più bisogno di raccontarla.

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