mercoledì 16 novembre 2016

I giganti sono esistiti davvero? Una storia medievale sembra confermarlo

Cosa si aggirava per gli Urali nel decimo secolo dopo Cristo? Ibn Fadlan, un geografo e viaggiatore arabo, ci racconta questa storia che risale all'anno 922.

"Tikin mi ha detto che nelle terre del re [Bulghar sul Volga, circa 1300 chilometri dal Mar Caspio] c'era un uomo di dimensioni straordinarie. Quando sono arrivato lì, ne ho chiesto informazioni al re. 'Sì, viveva nella nostra contea, ma è morto. Non faceva parte della nostra gente, e non era un uomo comune. Questa è la sua storia. Un giorno alcuni mercanti si misero in direzione del fiume Itil, come era loro abitudine. Il fiume era in piena e aveva rotto gli argini. Era a malapena passato un giorno quando un gruppo di questi mercanti venne da me e disse: 'O re, abbiamo visto nuotare nelle acque [del fiume Itil, cioè il Volga] un uomo di un genere tale che se appartenesse alle genti che confinano con noi non ci sarebbe spazio per noi in queste terre, ma dovremmo emigrare.'"


A quel punto il re decise di fare qualcosa.

"Mi sono messo a cavallo con loro e ho raggiunto il fiume. Mi sono trovato faccia a faccia con l'uomo. Ho visto che a giudicare dalla lunghezza del mio avambraccio, era alto dodici cubiti [circa 5 metri e mezzo]. Aveva una testa grossa quanto la più grande pentola, un naso lungo più di un palmo, occhi enormi, e dita lunghe più di un palmo. Il suo aspetto mi spaventava ed eravamo tutti terrorizzati. Cominciammo a parlargli, ma lui non ci parlava e ci fissava soltanto."

Il re portò il gigante con sé e cerco di capire da dove venisse.

"Lo feci portare alla mia reggia e scrissi alla gente di Wisu, che vivono a tre mesi di distanza da noi, per chiedergli informazioni su di lui. Mi scrissero, informandomi che quest'uomo era uno della gente di Gog e Magog. 'Vivono a tre mesi da noi. Sono nudi e il mare forma una barriera tra noi, perché vivono sull'altra riva. Si accoppiano come bestie. Dio, l'altissimo e onnipotente, fa uscire un pesce fuori dall'acqua tutti i giorni per loro. Uno di loro arriva con un coltello e ne taglia un pezzo che basti sé stesso e la sua famiglia. Se ne prende più del necessario, la pancia comincia a dolergli e anche quella dei suoi famigliari. Quando hanno preso ciò di cui hanno bisogno, il pesce si volta e si rituffa nel mare. Questo succede tutti i giorni. Tra noi e loro, c'è il mare da una parte e le montagne li circondano sugli altri lati. La Barriera li separa anche dalla porta attraverso cui escono. Quando Dio, altissimo e onnipotente, vuole sguinzagliarli sulle terre civilizzate, fa aprire la Barriera e abbassare il livello del mare e scomparire i pesci.'"

Gog e Magog sono nomi del vecchio testamento, adottati in seguito dalle tradizioni cristiane ed islamiche, e usati per indicare genti che vivono in posti sperduti, in particolare nomadi delle steppe.

La vicenda non ha un lieto fine. Il re spiega cosa successe al gigante una volta che fu al suo palazzo.

"E' rimasto con me per un po', ma nessun bambino poteva guardarlo senza morire e nessuna donna incinta senza abortire. Se afferrava un uomo, le sue mani lo stringevano fino ad ucciderlo. Quando me ne sono reso conto, l'ho fatto appendere da un alto albero finché non è morto."



A questo punto il re si offre di portare Ibn Fadlan sul luogo in cui sono i resti del gigante.

"[Il re disse] 'Se vuoi vedere le sue ossa e la sua testa, verrò con te e te le mostrerò.' 'Mi piacerebbe molto vederle', risposi. Cavalcò con me in una grande foresta piena di alberi immensi e mi spinse verso l'albero sotto cui erano cadute le sue ossa e la sua testa. Vidi la sua testa. Era come un grande alveare. Le sue costole erano come i rami di una palma da datteri e anche le ossa delle gambe e delle braccia erano enormi. Rimasi sbalordito alla loro vista."

Siamo abituati a pensare ai giganti come esseri puramente mitologici, ma se invece fossero esistiti davvero? Se la testimonianza di questo re è veritiera, i giganti sono esistiti e non si erano ancora estinti del tutto nel medioevo.

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