sabato 19 novembre 2016

Il padre (dimenticato) dell'ufologia moderna era uno scettico?


"Una processione di dannati.

Per dannati, intendo gli esclusi.

Avremo una processione di dati che la Scienza ha escluso."
Con queste parole si apre la prima opera di Charles Fort, il Libro dei Dannati. Una dichiarazione di intenti che a quasi cent'anni di distanza conserva intatta la sua carica rivoluzionaria. Possiamo tranquillamente dire infatti che da allora nulla sia cambiato sotto quest'aspetto. La scienza dogmatica contro cui inveiva Fort ha proseguito nella sua azione di esclusione, scegliendo di ignorare tutta una serie di dati che mettono a rischio la solidità e perfino la legittimità dell'edificio di pensiero dominante.



Fort è considerato da alcuni il padre dell'ufologia moderna perché nella sua processione di dannati incluse anche numerosi fenomeni inspiegabili che oggi costituiscono la materia di questa disciplina; e forse lo fu, ma questa etichetta sarebbe riduttiva per lui.
"La scienza di oggi—la superstizione di domani. La scienza di domani—la superstizione di oggi." (Charles Fort)
Asce troppo grandi per essere sollevate da esseri umani, piccole bare lunghe solo 10 centimetri nascoste in una caverna, uomini blu, strane piogge di pesci sono solo alcune delle stranezze ponderate da Fort. La sua ricerca abbracciava vasti campi del sapere che vanno dall'antropologia all'archeologia all'astronomia alla storia alla filosofia. Era quindi un intellettuale a tutto tondo, e come tutti gli uomini veramente intelligenti era capace di mantenere un certo distacco dalle sue stesse teorie.
"Penso che siamo una proprietà.

Dovrei dire che apparteniamo a qualcosa:

Che una volta questo pianeta fu terra di nessuno, che altri mondi lo esplorarono e colonizzarono, e combatterono tra di loro per il suo possesso, ma che adesso esso è posseduto da qualcosa:

Che qualcosa possiede questa terra—tutti gli altri sono avvertiti."
Una di queste teorie era che in un remoto passato gli esseri umani fossero stati comprati o ottenuti con la forza da qualche popolo alieno, e che il motivo per cui nessuno finora ha provato a contattarci è semplicemente perché solo i nostri padroni hanno il diritto legale di farlo, ma non ne hanno interesse. Teniamo presente che Fort scriveva questo nel 1919, cioè 28 anni prima che Roswell desse il via alla moderna ossessione coi dischi volanti e i loro misteriosi occupanti.

A differenza di molti dei suoi successori tuttavia Fort non pretendeva di avere ragione e probabilmente avrebbe rifiutato la qualifica di "ufologo", preferendo quella molto più nobile di libero pensatore.

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