martedì 22 novembre 2016

La principessa dai capelli rossi venuta dal mare

Il 22 febbraio 1803, alcuni pescatori giapponesi videro una strana "nave" apparentemente alla deriva lungo le coste della provincia di Hitachi. Incuriositi, la tirarono fino a riva. L'oggetto misurava 3,30 di altezza per circa 5 metri e mezzo di diametro ed era diviso in due parti, una superiore fatta di legno di palissandro verniciato di rosso ed una inferiore rinforzata con lastre di ottone.


Il vascello era inoltre dotato di alcune finestre fatte di vetro o cristallo, e i pescatori poterono vedere che le pareti interne dell'abitacolo erano rivestite con testi scritti in un linguaggio che non avevano mai visto prima. Ma quello che più li colpì fu la giovane donna che era l'unica passeggera del veicolo. Chi la vide la descrisse così: 18-20 anni di età, alta circa un metro e mezzo, capelli e sopracciglia rosse, estensioni bianche ai capelli, pelle di un colore rosa chiaro. Indossava vestiti preziosi, lunghi e lisci fatti di un tessuto sconosciuto.

La donna misteriosa iniziò a parlare, ma nessuno comprendeva la sua lingua, né lei capiva quello che i pescatori le dicevano. Aveva con sé solo alcune coperte, un po' di cibo e una scatola quadrata di circa 60 centimetri di lunghezza da cui non si separava mai e che non lasciava toccare a nessuno.

Tra la gente del luogo si iniziò a spargere la voce che fosse una principessa di un regno lontano, che aveva tradito suo marito e per questo era stata esiliata. Secondo questa teoria, la scatola che stringeva tra le mani conteneva niente meno che la testa mozzata del suo sfortunato amante.

Indecisi su cosa farne della donna e della sua nave, i pescatori alla fine pensarono che la cosa più giusta da fare, per quanto potesse sembrare crudele, fosse di rispettare le tradizioni, e ciò voleva dire rimetterla in mare e abbandonarla al suo destino. Cosa ne fu di lei dopo di allora, non è dato saperlo.

 

Ci sono tre ipotesi sull'origine della donna dai capelli rossi: la prima è connessa ad un'antica leggenda giapponese circa un regno sottomarino chiamato Ryugu-jo, la seconda è quella che vede nella donna una visitatrice da un altro pianeta e la terza, favorita dagli scettici, rimanda alla possibilità che la donna fosse di origini russe e stesse svolgendo una missione di ricognizione per conto del governo.

E' interessante notare che i simboli raffigurati all'interno del vascello (in giapponese "utsuro-bune", ossia nave cava) somigliano abbastanza ad altri che sono stati visti sulle pareti di presunte astronavi avvistate molti anni dopo. Semplice coincidenza?

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