lunedì 21 novembre 2016

Oggetti sommersi non identificati: il mistero dei "quackers"

Nell'immaginario comune si è ormai cementata l'idea che il fenomeno dei dischi volanti sia di dominio esclusivo del cielo, ma questo è dovuto più a ragioni di carattere storico e geografico che non alla natura stessa del fenomeno. Per la maggior parte della storia dell'uomo, gli oceani, i laghi e i fiumi hanno costituito una terra incognita, e quello che vi succede è rimasto nascosto ai nostri occhi.


E' solo grazie alle moderne apparecchiature di rilevazione che abbiamo cominciato a farci un'idea di cosa succede nelle acque di questo pianeta, e questo progresso tecnologico ha portato alla creazione di un nuovo termine, USO (Unidentified Submerged Objects). Gli USO raramente fanno notizia, per il semplice motivo che tranne rari casi non possono essere avvistati e ripresi da comuni cittadini. La maggior parte delle informazioni che abbiamo a riguardo infatti provengono dai governi dei vari paesi, le uniche entità in possesso delle costose strumentazioni e degli apparati di controllo subacquei necessari per "avvistare" un USO.

A volte l'avvistamento sconfina nell'incontro, e questo è quanto successe nello strano caso dei "quackers". Durante la guerra fredda, i sottomarini di entrambe le superpotenze pattugliavano i mari con l'ordine di controllare certe aree di interesse strategico. Gli equipaggi erano addestrati a far fronte ai vari pericoli in cui potevano incorrere in missione e per ogni situazione c'era un protocollo da seguire, ma nonostante questo c'era sempre il rischio di trovarsi a corto di opzioni.

Alcuni sottomarini russi, di stanza nel mare di Barents, captarono dei suoni simili al verso di una rana (che in Russia fa "quack", da cui il nome "quackers"). Il problema era che questi suoni erano emessi da oggetti, o esseri viventi, che si muovevano alla velocità davvero impressionante per un oggetto sommerso nell'acqua, di circa 200 chilometri orari.


Un altro problema era dato dal fatto che i radar non erano in grado di rilevare la fonte dei suoni. I quackers sembravano essere stati messi a guardia di alcune aree di mare specifiche e giravano intorno ai sottomarini russi finché essi si trovavano all'interno di queste aree, per poi salutarli con un ultimo "quack". In qualche occasione gli equipaggi dei sottomarini cercarono di mettersi in contatto con le misteriose entità ma ottenendo in risposta soltanto qualche variazione nei suoni o nei movimenti dei quackers.

Ad un certo punto verso la fine degli anni 70 sembrò che il fenomeno fosse destinato ad aumentare, perché le aree dove i suoni apparivano si stavano moltiplicando ed espandendo, arrivando ad interessare anche il Mare del Nord e l'Atlantico settentrionale, fino alla Groenlandia. Allarmati dalla possibilità che i quackers potessero rappresentare una minaccia per la sicurezza nazionale, i vertici militari incaricarono l'Accademia Sovietica delle Scienze di investigare, ma dopo dieci anni la commissione speciale non era riuscita a raggiungere alcuna conclusione certa e fu sciolta.

Il fenomeno andò calando di intensità negli anni 80, e oggi sembra ormai scomparso del tutto. Sono state proposte diverse spiegazioni, dalla tecnologia segreta ai serpenti di mare agli extraterrestri, di cui forse quest'ultima è la più sensata in quanto è quella con meno punti deboli. I quackers quindi potrebbero essere stati delle sentinelle messe a guardia di basi aliene subacquee, o parte di un progetto per tenere sott'occhio le due superpotenze in un periodo di forti tensioni. Probabilmente non lo sapremo mai per certo.

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