venerdì 18 novembre 2016

Questo libro misterioso racconta la vera storia dell'Europa?

Realtà o finzione? Fin dal 1872, anno in cui ne fu pubblicata la prima traduzione, il libro di Oera Linda divide gli studiosi, tra chi lo considera un abile falso e chi invece crede che possa rappresentare una testimonianza unica dei tempi antichi.

La storia comincia nel 1867 quando un carpentiere olandese di nome Cornelis Over de Linden si rivolse ad un bibliotecario locale perché traducesse e pubblicasse un libro antico che era stato passato per generazioni nella sua famiglia. Il bibliotecario rifiutò, ma 5 anni più tardi Jan Gerhardus Ottema, membro di una società per la ricerca della storia e lingua della Frigia, lo tradusse in olandese e il libro potè essere stampato. Successivamente nel 1876 fu tradotto anche in inglese da William Sandbach.


Il libro è diviso in 6 capitoli e tratta di eventi che vanno dal 2194 avanti Cristo, ovvero più di 4mila anni fa, all'anno 803. Il primo capitolo contiene 2 lettere scritte nel 1266, che consistono di istruzioni indirizzate ai possessori del libro. L'autore delle lettere li mette in guardia contro i Papisti, che se venissero a conoscenza dell'esistenza del manoscritto, cercherebbero senza dubbio di distruggerlo, in quanto all'epoca la Chiesa voleva riscrivere la storia dell'Europa per eliminare ogni traccia e influenza pagana. La famiglia a cui era stato affidato il libro aveva quindi il compito di nasconderlo e ricopiarlo di tanto in tanto in modo che queste antiche conoscenze non andassero perdute.

Il manoscritto è misterioso e controverso per varie ragioni. Tanto per cominciare è scritto in un alfabeto che non era mai stato visto prima, ed è opinione diffusa tra gli storici ufficiali che all'epoca in cui dovrebbe essere stato scritto i popoli del Nord Europa non conoscessero nemmeno la scrittura. Inoltre fa riferimento ad una terra detta Atland, che sarebbe stata sommersa dal Mare del Nord nel 2193 prima di Cristo.

All'epoca in cui il libro di Oera Linda fu pubblicato, ancora non si era cominciato a parlare di Atlantide, e sono stati in molti a vedere una connessione tra i due miti. L'opinione che la storia dell'uomo sia stata pesantemente influenzata da varie catastrofi naturali come alluvioni, comete o eruzioni vulcaniche era ancora molto in voga all'epoca, ma oggi il catastrofismo è sostenuto soprattutto da ricercatori indipendenti e lontani dall'accademia.


Secondo gli sconosciuti autori del libro, l'umanità sarebbe discesa da tre madri primordiali, che avrebbero dato origine alla razza bianca, quella gialla e quella nera. L'antica società frigia era governata da una lunga linea di matriarche e sacerdotesse, e l'idea di mettere per iscritto la storia del suo popolo sarebbe venuta proprio ad una di esse, una certa Adela, da cui discenderebbero gli Over de Linden che hanno custodito il libro fino ai giorni nostri. Un altro dei punti cardinali di questa antica civiltà era la purezza razziale, ovvero il divieto di mescolarsi con altre razze, e anche questo ha contribuito a rendere il manoscritto amato da alcuni e odiato da altri.

Alcuni critici hanno voluto vedere in questo libro un tentativo di inventare un passato glorioso per il popolo frigio, per via del fatto che quando fu pubblicato il nazionalismo stava prendendo forza in Europa e c'era dappertutto il bisogno di creare identità nazionali. Altri hanno proposto la teoria secondo cui gli autori volessero screditare il cristianesimo e allontanare il popolo da Dio con una bibbia pagana. Dal momento che nessuno ha mai ammesso di aver falsificato il libro, è impossibile sapere quali intenti potrebbe aver avuto. I sostenitori del libro fanno notare che non c'era nessuno che possedesse le conoscenze necessarie per creare un falso del genere.

Oggi questo curioso manoscritto è stato quasi del tutto dimenticato e sono in pochi a difendere la sua autenticità, ma con il risorgere del sentimento patriottico in varie nazioni e il diffondersi delle religioni pagane, non è detto che in futuro non possa conoscere una nuova popolarità.

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